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Hellquake
Hellquake
Trash – Death Metal
Località: Lecco
Gli Hellquake sono una band thrash-death italiana (di Lecco precisamente) nata sul finire del 2007.
La loro prima fatica è un demo che si intitola M.A.C (Mosh against Christ) composto da 4 tracce per una durata complessiva di circa 16 minuti.
Il primo brano, la title-track M.A.C, è una bordata di potenza e cattiveria pura, in cui le chitarre taglienti di Paolo e Alberto fanno da giusta cornice al growl rabbioso di Alex, intessendo buone trame, sostenute da una solida sessione ritmica in cui risalta particolarmente il lavoro dietro le pelli di Marco. Interessante e incisivo il chorus, forse una delle parti meglio riuscite del lavoro; prima dell’ultima bordata finale, Paolo e Alberto si esibiscono in un lungo assolo che rivela alcune loro sfumature heavy-thrash.
Death is near è un altro brano senza troppi compromessi, in cui si accentuano le influenze death della band. Introdotto da un tema iniziale interessante che ricorda per certi versi il riffing dei Children of Bodom, prosegue con ritmiche molto serrate e compatte su cui si staglia feroce il growl, stavolta disperato, di Alex. Qui la cattiveria dei nostri raggiunge il punto più alto del demo, soprattutto nel chorus, carico di rabbia e pesantezza, in cui ancora una volta Marco da sfoggio delle sue ottime qualità di drummer.
The Dentist è aperta da un intro acustico che rimanda vagamente ad una semi-ballad, ma questo momento di tregua dura solo pochi secondi, finchè il growl di Alex torna ad aggredire l’ascoltatore, sostenuto dalle asce dei nostri con riff veloci e furiosi. Molto azzeccato il refrain, che esplode letteralmente al termine di una lunga e incalzante strofa, e si candida come uno dei momenti migliori dell’intero demo, sicuramente tra i più memorabili. Dopo un lungo assolo centrale suddiviso tra i due chitarristi e un breve break di grande effetto per l’headbanging, si ritorna al granitico tema principale. I cori finali dell’outro chiudono in modo egregio quello che a mio avviso è il brano meglio riuscito del combo.
Souls like sand è un brano tipicamente death, il più breve dei quattro ma quello con cui gli Hellquake riescono a cambiare le carte in tavola. Introdotto da un tema d’apertura che rimanda per certi versi al melodic death metal scandinavo, successivamente il brano assume i connotati di velocità e potenza ricorrenti della produzione degli Hellquake, esaltati qui fino all’esasperazione con accelerazioni improvvise, rallentamenti e continui cambi di tempo, in cui si apprezzano le qualità ritmiche del combo lombardo. L’assolo finale, ricamato anch’esso su una nuova ritmica, caratterizza il finale e riporta in nuce il riff d’apertura.
Quattro brani, tra l’altro registrati in qualità demo, sono pochi per emettere giudizi più esaustivi e completi; ma un certo talento compositivo e un discreto gusto per gli arrangiamenti si evincono già da questo lavoro; per questo attendiamo il primo full-lenght che dichiari e (ri)confermi la bravura degli Hellquake e li candidi ufficalmente fra le più interessanti proposte del death metal made in Italy.
Recensione demo by Luciano Mirra (www.myspace.com/lucianomyrh)




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